Storia

Palazzo Capponi alle Rovinate si trova in via dei Bardi 36 a Firenze,  con accesso anche su Lungarno Torrigiani 25.

Fu costruito a partire dal 1406 per Niccolò da Uzzano, forse su disegno di Lorenzo di Bicci, e terminato verso il 1424. Studi recenti ipotizzano anche l'intervento del giovane Filippo Brunelleschi, sulla base di consonanze con Palazzo Busini-Bardi in via de' Benci (1430 circa). Dopo la morte del Da Uzzano (1433) e di suo fratello Agnolo (1435), il palazzo divenne proprietà di un ramo della famiglia Capponi che si chiamò "delle Rovinate" proprio perché il palazzo era prospiciente alla Costa dei Magnoli, chiamata anche Poggio delle Rovinate per i frequenti smottamenti del crinale collinare.

La facciata sul Lungarno Torrigiani venne invece realizzata da Giuseppe Poggi tra il 1872 e il 1878, in stile neorinascimentale, quando venne costruita la strada lungo il fiume.

All'esterno, su via de' Bardi, il Palazzo mostra ancora i caratteri dell'architettura tardogotica, con un severo bugnato fino al primo piano e file regolari di monofore (oggi in parte tamponate e sostituite da aperture rettangolari) e finestre quadrate ai piani superiori.

Non mancano però alcuni elementi innovativi che prenderanno il campo nel periodo rinascimentale, come la pianta regolare, più o meno quadrata, sviluppata attorno a un cortile centrale. Quest'ultimo viene ritenuto il primo cortile rinascimentale conosciuto, con graffiti in parte risalenti agli anni Cinquanta del secolo XV e portici su ogni lato,  tamponati su due lati nel corso del  XVIII secolo.

Nell'ingresso su via de' Bardi resta ancora un antico affresco, forse di Lorenzo di Bicci stesso, che mostra due figure alate che sorreggono lo stemma da Uzzano; l'affresco del ritratto di Niccolò da Uzzano risale invece al 1887 e si ispira al busto di Niccolò da Uzzano di Donatello, già conservato nel palazzo e ora al Museo del Bargello. Lo stemma dei Capponi campeggia invece su ambedue le facciate.

Dentro il palazzo

All'interno ai piedi dello scalone c'è un leone in porfido rosso, che si dice fosse molto apprezzato da Lorenzo il Magnifico.

Si tratta di un’opera romana del II secolo d.C. e faceva parte di un grande bacile o vasca. In origine c’erano quattro leoni, due per ogni lato e ricavati dallo stesso blocco di porfido.

Del pendant di quello di Palazzo Capponi non si ha più traccia mentre le altre due statue passarono attraverso diverse case d’aste  durante l’ultimo secolo, per poi essere acquistate dal Metropolitan Museum di New York dove si trovano tuttora. Esistono un paio di storie su come questo leone sia finito a Firenze. La prima racconta che fu lo stesso Niccolò da Uzzano ad acquistarlo a Roma, essendo il leone il simbolo di Firenze ed indubbiamente un’immagine molto potente da  piazzare proprio fuori dai suoi uffici.

E’ assai improbabile però che sia stato proprio il da Uzzano ad acquisire quest’opera nel nome dell’amore per il passato classico, tipico della Rinascenza, in quanto la sua mentalità era più  quella di un mercante medievale che di un collezionista rinascimentale.

L’altra ipotesi invece sostiene che il leone arrivò a Firenze per altre vie intorno al 1420 e fu allora comprato da il da Uzzano.

Al primo piano è  presente una piccola cappella, ristrutturata nel Settecento, che reca ancora sull'altare la pregevole tavola del Pontormo con la Madonna col Bambino, probabilmente arrivata dalla Cappella Capponi in Santa Felicita, come pure la vetrata originale con il Trasporto al Sepolcro, eseguita nel 1526 da Guillaume de Marcillat.

Nel palazzo si conserva anche il modello in terracotta del paliotto in bronzo che lo scultore Pietro Tacca modellò per la chiesa dei Santi Stefano e Cecilia.

Storia famiglia Capponi

Provenienti forse dal contado senese, furono presenti a Firenze almeno dalla prima metà del XIII secolo: la prima menzione d'archivio è di un certo Cappone Capponi, immatricolato nell'Arte della Seta nel 1215. Peraltro, in una pergamena dell'Abbazia di Passignano del 1056, conservata presso l'Archivio di Stato di Firenze, viene menzionato un "Uguccio dicto Caponio", il che confermerebbe la provenienza dei Capponi dal meridione della Toscana.

Furono all'inizio della loro ascesa sociale mercanti soprattutto di lana e seta e non tardò ad arrivare, al pari delle altre famiglie maggiorenti fiorentine, anche un banco, una compagnia d'affari, che aveva sedi anche a Milano, a Bologna, a Lione e in Oriente. Le cariche politiche furono quasi una conseguenza della ricchezza e del prestigio acquisito, per cui la famiglia contò ben dieci gonfalonieri di giustizia e cinquantasei Priori delle Arti tra i suoi membri.

Grande figura e celeberrima fu quella di Pier Capponi, ambasciatore e condottiero che nel 1494 tenne testa al Re Carlo VIII di Francia disceso in Italia con un esercito alla conquista di Napoli. Alle minacce di attacco dei francesi a fronte di pesanti richieste finanziarie è rimasta celebre la sua risposta:

« E se voi suonerete le vostre trombe noi daremo nelle campane! »

L'eroico gesto del Capponi che strappò di mano all'araldo del re il foglio da cui stava leggendo le odiose richieste, la sua risposta minacciosa, la paura dei Francesi di essere costretti ad un combattimento non in campo aperto spinsero Carlo VIII a più miti consigli.

Lodovico Capponi seniore fu committente del capolavoro di Jacopo Pontormo, la Cappella Capponi in Santa Felicita, mentre suo figlio Lodovico Capponi juniore fu il soggetto di un famoso ritratto di Agnolo Bronzino esposto alla Frick Collection di New York.

Un'altra grande figura familiare fu lo storico e letterato Gino Capponi che viene talvolta indicato come l'ultimo discendente della famiglia: in realtà con lui si estinse solo un ramo antico, ma discendenti dei Capponi esistono tutt'oggi. Il grande statista e intellettuale fu una delle figure chiave del Risorgimento italiano, tanto da venire sepolto nella basilica di Santa Croce accanto ai grandi italiani di tutti i tempi.

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ORLOV

L'appartamento  Orlov rinnovato a Maggio 2016, è situato al pian terreno di Palazzo Capponi. L’unità è composta da due antiche sale del palazzo con soffitti a volta ed affreschi. L’appartamento si affaccia sugli antichi e più rappresentatitvi monumenti della città ed è costituito da una camera matrimoniale, un soggiorno cucina con divano letto matrimoniale , un bagno con doccia ed un bagno di servizio. Su richiesta sono disponibili seggioloni, lettini e fasciatoi.

IL TORRINO

L' appartamento  Il Torrino si trova all'ultimo piano di Palazzo Capponi.  

L'unità, restaurata nel maggio 2015, è costituita da una camera da letto matrimoniale, una camera guardaroba, un bagno con doccia e bagno turco , un salotto, un soppalco con una piccola cucina e una sala da pranzo, una prima terrazza con tavolo e sedie ed una seconda terrazza solarium con sedie-stradio. L'appartamento si trova al quarto piano. L'ascensore ferma al terzo piano e si accede all'appartamento attraverso una scala di n.12 gradini. L'appartamento ha più livelli quindi sono presenti scale anche all'interno dell'alloggio.

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Loft Vighen

Il loft è situato al pian terreno in una caratteristica sala rinascimentale di Palazzo Larioni dei Bardi . Il palazzo. L’appartamento è stato reataurato nel settembre 2017 mantenedo inalterate le caratteristiche dell’antica struttura. Free Wifi .

Il palazzo Larioni dei Bardi fu fatto costruire nel tardo Trecento dai Bardi-Larioni sopra le mura di due antichi ospedali, uno dei quali, eretto nel 1283 e già della Compagnia Maggiore della Vergine Maria, era dedicato a santa Lucia. Sulla facciata si vedono ancora, ai lati, due armi in pietra dei Bardi-Larioni. 

Contatti

Via De' Bardi, 36
50125 - Firenze - Italia





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